4 errori da evitare per il nome del brand handmade

La scelta del nome del brand è forse lo step più importante di una nuova attività: il nome del brand finirà ovunque, su biglietti da visita, pagine social, etichette, packaging, ed è probabilmente il primo pezzetto del brand con cui i clienti verranno in contatto. Per pigrizia, fretta o ingenuità, chi è agli inizi rischia di scegliere un nome che dice davvero poco sul brand, è difficile da ricordare o è talmente banale da non rimanere impresso.
Quindi oggi ti parlo di quattro errori che, secondo me, dovresti evitare di fare quando scegli il nome del tuo brand:
 

1. Nome che non si capisce 

Il nome che, a leggerlo o ascoltarlo, non si capisce che vuol dire, è un grande classico; a volte è una parola inventata, a volte è un acronimo, a volte un termine in lingua straniera poco familiare, il risultato è un nome che non fa il suo dovere, ovvero quello di colpire il tuo target e rimanere impresso a fuoco nella sua memoria.
Diciamocelo, di Tulimami ce n’è una sola e ti assicuro che azzeccare un nome che sia bello, facile da ricordare e completamente inventato non è cosa di tutti i giorni. 
Se devo rileggere quattro volte per capire costa ho davanti agli occhi e poi alla fine non capisco, è molto probabile che non ricorderò il nome del tuo brand. Puoi fare uno spiegone sul come e perché hai scelto quel nome, ma è molto probabile che non arriverò mai a leggerlo, se il nome non suscita almeno un po’ di curiosità.
 

2. Nome che piace a tutti

Quando si inizia spesso non si ha chiaro in testa il proprio target, ed è quindi facile cadere nella trappola del nome che vada bene per tutti. Un nome di brand di questo tipo è generico e probabilmente già usato da tanti altri brand, che hanno pensato proprio quello che hai pensando tu. Ops! 
Il tuo scopo non è fare piacere o accontentaer più persone possibili, il tuo scopo è attrarre il tuo target, con ogni mezzo; tra questi mezzi c’è anche il nome. Cosa vuoi che provi chi lo incontra sulla propria strada? Che immagini deve suscitare? A cosa deve far pensare?
Attenzione, non devi scegliere un nome che faccia schifo a una parte di acquirenti ma uno che attiri in maniera specifica il tuo target. Questo non vorrà dire che gli altri non se lo ricorderanno o non lo apprezzeranno! Anzi, accadrà il contrario, il tuo nome scelto con cura attirerà prima una nicchia e poi, pian piano, sarà sempre più conosciuto e riconoscibile e associato al tuo brand e a quello che fai.
 

3. Nome che va bene ora e domani chissà

Quando si inizia con una nuova attività, a volte si fa l’errore di avere uno sguardo a breve o brevissimo termine: si pensa al qui e ora, perché magari stai aprendo il negozio e ti serve un nome di corsa corsissima, subito subito, daje su, che mica posso aspettare due mesi per aprire ‘sto benedetto negozio online. Io ho fatto così e poi me ne sono pentita, perché il brand si è trasformato e il nome non andava più bene, cambiarlo mi sembrava una cosa troppo controproducente e quindi niente, me lo sono tenuto fino alla morte del brand. Amen.
Capisco che quando si inizia non si possa sapere come si evolverà il brand ma il mio consiglio è di avere almeno un progetto a medio termine, così che non ti ritroverai tra sei mesi a cambiare nome e quindi logo, social, negozio, eccetera. con conseguenti spese e inconvenienti (biglietti da visita, etichette, dominio, ecc.). Almeno fallo durare un anno o due!
 

4. Nome che contiene…

Avrai notato che oramai i brand handmade sono tantissimi. Avrai anche notato che tanti usano terminologie simili all’interno del nome, cosa che non li aiuta a distinguersi l’uno dall’altro. Una piccola selezione di questi termini:
  • qualcuno o qualcosa-crafts
  • qualcuno o qualcosa-handmade
  • qualcuno o qualcosa-creations
  • made by-qualcuno
  • i bijoux di-qualcuno
  • le creazioni di-qualcuno
  • qualcuno o qualcosa-lab
  • officinaqualcosa

Alcuni di questi termini andavano bene qualche anno fa, quando la scena era più piccola, si era in pochi e si stava iniziando questo percorso un po’ alla cieca; ora sono solo stra-sentiti e non aiutano a distinguersi dai concorrenti, senza contare che il modo di professionalizzarsi c’è, ci sono i testi, i blog, le informazioni.
Purtroppo ci sono le mode anche per la scelta dei nomi e il risultato è che tantissimi brand scelgono i termini in base a quello che sembra sia già conosciuto e facile da ricordare. Il risultato è una pletora di nomi simili, a volte di brand che fanno anche cose simili, che porta a una gran confusione per gli acquirenti. 

Bonus: Nomi da studiare

Di seguito trovi alcuni nomi su cui ti invito a riflettere, in un esercizio che può aiutarti a guardare il nome del tuo brand in maniera diversa. Prima di aprire il loro sito e vedere cosa fanno, cerca di immaginare che prodotto vendono e che atmosfera propongono per il loro brand.
Scrivi tutto su carta e poi controlla e, se vuoi, condividi sui social le tue riflessioni, utilizzando l’hashtag #nomedelbrand:

Tu come lo hai scelto il nome del tuo brand? Hai fatto uno degli errori qui sopra? Non è mai troppo tardi per cambiare nome e fare rebranding! E se hai bisogno, puoi prenotare un’ora su Skype, così posso aiutarti a chiarirti le idee!