In questo articolo ti spiego perché, se già vendi online, aprire il tuo sito ecommerce può essere una buona idea per evitare disastri, malditesta e perdita di tempo e denaro.
Per chi è questo articolo: creativi, artigiani, artisti, illustratori che hanno PIVA (o pensano di aprirla a breve) e che già vendono online su marketplace.
So benissimo che per chi inizia a vendere online l’idea (anche solo per la spesa) di aprire un proprio sito e-commerce sembra infattibile, e spesso sembra un impegno troppo grande anche per chi già vende in maniera proficua da tempo. Conosco moltə creativi che stanno su Etsy da anni e anni e non hanno mai sentito il bisogno di aprire il proprio sito. Altri invece partono direttamente da lì, perché sembra la scelta più sensata e professionale.
In entrambi i casi, come spesso ripeto, non c’è un’unica verità: si può benissimo vendere forever su un marketplace senza aver bisogno di altro e sì, può essere professionali vendendo solo su un marketplace, la professionalità non è data dal mezzo ma da come gestisci tu la tua attività.
Perché aprire il tuo e-commerce?
Parto subito rispondendo a questa domanda. Secondo me il motivo principale per aprire il tuo e-commerce è uno, ovvero avere la proprietà e il controllo totale sul tuo canale di vendita principale.
Infatti, se vendi su una piattaforma di proprietà di terzi, come per esempio Etsy, Amazon o Ebay, sarai sempre in balia delle scelte di suddetti terzi. Possono aumentare i costi (fee e ads), possono cambiare gli algoritmi di ricerca in modo che ti penalizzino, possono cambiare l’aspetto; possono, in sostanza, avere un impatto sul tuo lavoro e sui tuoi introiti senza che tu possa fare niente.
E questo è la norma, poi ci sono le situazioni eccezionali: possono chiuderti la pagina o il negozio, impedirti di fare pubblicità, bloccarti gli introiti, per motivi a volte oscuri e non è detto che siano situazioni risolvibili. A causa della cronica mancanza di personale, della massa di casi da processare e, a volte, dell’elaborazione dei casi tramite AI (che sbaglia spesso), della pura e semplice stronzaggine di chi sta dall’altra parte, non è raro che questi casi siano irrisolvibili nonostante la buona volontà di chi si ritrova bersaglio di tali, a volte ingiustificate, misure.
E cosa fai se chiudono o rendono inusabile il tuo canale principale di vendita? (Dada dadaaaan)
Appunto. Il problema è che, anche se queste situazioni possono sembrarti eccezionali e lontane dalla tua realtà, non è detto che non ti capitino. A volte basta poco: un algoritmo tarato male che valuti in maniera negativa i tuoi post o la tua pubblicità, una svista burocratica che fa partire un iter per cui ti bloccano il negozio in attesa di verifica che però è fatta grossolanamente o ci mette tanto ad arrivare, mentre tu perdi vendite e clienti.
Altra motivazione rilevante è che col tuo negozio e-commerce puoi trasmettere il tuo brand a 360° senza compromessi: scegli tu come visualizzare ogni contenuto, i colori, le immagini e i video, scegli tu dove metterli e se e quando cambiarli.
Puoi incanalare lì il traffico da social e motori di ricerca senza paura che si disperda verso i concorrenti, puoi integrare una newsletter senza fare salti mortali carpiati, puoi progettare le pagine in modo che funzionino per il tuo brand e i tuoi prodotti.
Dove aprire l’e-commerce
Oramai ci sono tantissime opzioni, alcune delle quali anche DIY per le persone più avventurose.
Mentre fino a poco tempo fa ti avrei consigliato WordPress.org + Woocommerce, perché permettevano sia di avere molta libertà sia di integrare tante funzionalità e modularle in base alle tue esigenze, ultimamente sono costretta a consigliare Shopify.
Con entrambi puoi creare un e-commerce multilingue oppure un e-commerce monoprodotto; puoi integrare i canali di vendita e promozione (es. Meta Shopping, Google Shopping, newsletter come Mailerlite, Mailchimp o Flodesk) per avere tutto ciò che ti serve in un posto solo.
Tra WordPress e Shopify la differenza è principalmente per il costo/tempo di creazione: mentre con Shopify si fa prima, perché oramai ci sono i template belli e pronti, con plugin che ti aiutano a fare cose diverse, con WordPress ci vuole un po’ di più e può essere più complicato, se non sai farlo da te. Inoltre negli ultimi due anni ho notato che WordPress ha spesso più problemi riguardo i plugin, forse per l’avvento delle AI usate per la programmazione, per cui alla fine ti potrebbe convenire Shopify perché almeno hai un’assistenza continua e immediata.
Quanto costa aprire un e-commerce?
Aprire un e-commerce, se lo fai fare a qualcuno che lo fa di lavoro, non è economico. D’altra parte, è un investimento per la tua attività e probabilmente frutterà in futuro. Dato il lavoro che c’è dietro, meno di qualche migliaio di euro non può costare; dipende chiaramente dal professionista, da cosa ti serve, dalle funzionalità incluse, da eventuali traduzioni, copywriting, SEO, ecc.
Se invece decidi di fare da te, ci sono tante opzioni, basta cercare dei tutorial; sappi solo che il risparmio in termini di denaro potrebbe essere solo apparente, perché dovrai spenderci del tempo per imparare a crearlo e i risultati potrebbero essere men che ottimali.
Le voci di spesa che dovresti mettere in conto sono per un ecommerce basico, sia per apertura che mantenimento, sono:
- Dominio e email (qualche decina di euro a seconda del dominio e dove lo compri)
- Spazio e database (per WordPress o altri tipi di installazione) (da qualche decina di euro in su, a seconda di cosa ti serve e che servizi aggiungi. Consiglio di prendere sempre il backup dello spazio e del database)
- Abbonamento (per Shopify, Squarespace, e compagnia)
- Plugin (alcuni sono a pagamento, sia per WordPress che Shopify, Squarespace ecc. e possono avere abbonamenti annuali o mensili)
- Costi di creazione (variano tantissimo, se fai da te zero, se fai fare da qualche centinaia di euro a qualche migliaia, ma non rivolgerti alle agenzie)
- Costi di manutenzione (anche qui variano molto, se non hai tempo di stare dietro al tuo ecommerce ti consiglio di avere qualcuno che ti risolva le beghe, come per esempio plugin non funzionanti, aggiornamenti non andati a buon fine, data base che si rompono e cose così.)
Poi se vuoi qualcosa di più completo dovrai aggiungerci traduzioni, SEO, scrittura dei testi, fotografia dei prodotti.
Come gestire più canali di vendita
Ricapitolando, apri il tuo e-commerce, e poi? Chiudi tutto il resto? No, certo che no. Ti faccio l’esempio classico: se hai già un negozio su Etsy, potrebbe non avere senso chiuderlo (se già vendi con regolarità), perché ti aiuta a raggiungere clienti che magari non ti troverebbero altrimenti. Quindi potresti differenziare il tipo di pubblico tra e-commerce proprietario e Etsy: il primo per il pubblico italiano, che magari porti tu dai social, e il secondo per il pubblico internazionale.
Il problema principale è il magazzino, ovvero evitare, soprattutto in caso di pezzi unici, che vadano sold out da una parte e rimangano in vendita da un’altra, rischiando poi di venderli. Stessa cosa per la gestione degli ordini e delle fatture, più sono i canali di vendita e più, se fai tutto tu e vendi molto, hai probabilità di sbagliare qualcosa.
La soluzione definitiva non c’è, o meglio, ce ne sono diverse per diverse esigenze. Per esempio, ci sono strumenti (a pagamento) che sincronizzano il negozio Etsy con Woocommerce o Shopify, oppure potresti semplicemente dividere i prodotti in maniera da averne diversi sui diversi canali, così da scongiurare il rischio di avere ordini su pezzi andati esauriti.
Consigli per il tuo e-commerce di artigianato
Cosa non può mancare nel tuo e-commerce / cosa può essere molto utile:
- L’integrazione della newsletter con automazioni diverse a seconda delle azioni dei visitatori o clienti sul tuo sito. Il classico esempio è il carrello abbandonato, che oramai è una funzionalità di tanti marketplace o piattaforme, ma col tuo sito proprietario puoi crearne altre, come per esempio inviare comunicazioni mirate a chi ha acquistato determinati prodotti, o inviare email con codici sconto dopo un tot di tempo dall’ultimo acquisto.
- La possibilità di ricevere e mostrare recensioni dai clienti e di importare le recensioni da altre piattaforme. Ci sono plugin appositi per permetterti di fare ciò.
- La gestione delle varianti e di ordini personalizzati, sempre tramite plugin appositi. Come ti dicevo, Woocommerce ha tanti plugin che ti permettono di fare tante cose, una di queste è la possibilità di creare delle inserzioni per prodotti personalizzabili in modo che includano molti aspetti, senza dover far compilare un modulo esterno al cliente, come so che tanti fanno ora (anche su mio consiglio!). In questo modo i clienti possono ordinare direttamente dal tuo sito, scegliendo i vari aspetti del prodotto, e pagare, senza troppi giri.
- Le traduzioni in altre lingue, perché mi dispiace, ma in Italia campare di artigianato è difficile e rivolgersi a un mercato internazionale può aiutarti parecchio, specialmente se non sei su piattaforme come Etsy, Amazon, Ebay.
A chi affidare la creazione del tuo ecommerce?
Ci sono millemila professionist* e agenzie che fanno questo tipo di lavoro; ti consiglio di evitare le agenzie, a meno che tu non abbia un’azienda grandina che può pagarle parecchio, perché di solito tendono a curarsi di meno delle realtà minuscole. Se hai un problema non ti cagano, magari fanno un sito che andrebbe bene per un’azienda e non per te, piccol* artigian* di provincia.
Conclusioni
Come spesso dico alle mie clienti, l’e-commerce proprietario, se non un obiettivo a breve termine, dovrebbe essere almeno un punto di arrivo da mettere in agenda per il medio / lungo termine, perché credo sia imprescindibile per la crescita della tua attività.
A questo proposito, sappi che puoi prenotare il tuo e-commerce su Shopify qui, mentre se vuoi una soluzione su WordPress, compila questo modulo per ricevere un preventivo.
Negli ultimi anni ho creato pochi e-commerce. Cerco di lavorare con una selezione di clienti con cui ci si intende bene su obiettivi e tipo di lavoro, ma faccio siti dal 2001, e lavoro con artigian* dal 2015.
I siti recenti che ho creato o rimesso a posto, con WordPress, Shopify o Squarespace sono:
- Naomi Vona (artista) – restyling e SEO su Shopify, newsletter e automazioni su Flodesk e Manychat
- ForMe design – restyling e SEO su Squarespace
- Luthopika – creazione sito e SEO su WordPress
- La Sarta Beauty – creazione sito, newsletter e SEO su Shopify
- Il Magnolia ristorante pizzeria e B&B – creazione sito, newsletter e SEO su Shopify
Articolo aggiornato a maggio 2026.
