Illustrazioni: che prodotti vendere e che prezzo fare?

Quanto segue è un estratto dalla guida “Vendere arte online” che trovi nel mio negozio.

Prodotti

Quando si tratta di vendita online e di utilizzare le tue illustrazioni per generare introiti, il mio consiglio è di considerare più opzioni possibile. Cerca anche di pensare fuori dagli schemi e di capire se ci sono nicchie di mercato inesplorate.

Pezzi unici vs riproduzioni

Per quanto i pezzi unici possano essere venduti a prezzi molto alti, a seconda della fase della tua carriera di illustratore, potrebbe essere più fattibile puntare sulle riproduzioni, anche per un fattore spesso sottovalutato: il tempo. Quanti pezzi unici dovresti vendere per raggiungere il tuo stipendio ideale? E quante ore dovresti lavorare al mese per realizzarli?

Puoi quindi bilanciare i tuoi prodotti creando un mix tra pezzi unici e riproduzioni, così anche da ottimizzare i risultati del lavoro di contorno per la messa in vendita (fotografia, scrittura dei testi, ottimizzazione per i motori di ricerca, promozione) che, nel caso dei pezzi unici, svanisce nel momento della vendita.

Serie limitate

Una via di mezzo tra pezzi unici e le riproduzioni sono le serie limitate: se non ti piace l’idea di riprodurre all’infinito le tue illustrazioni, puoi pensare di fare delle serie limitate, così che le stampe così prodotte avranno un valore più alto, potrai ammortizzare i costi del lavoro di contorno.

Gadget

Quando pensi a che tipo di prodotto applicare la tua illustrazione, ti invito a riflettere sulla posizione finale che tale prodotto occuperà nella vita dei tuoi clienti target, che valore in generale viene dato a quel tipo di prodotto e se la tua illustrazione verrà valorizzata o meno dal prodotto in questione.

Stampare tanti tipi di gadget, tra spille, specchietti, cartoline, quaderni, segnalibri, borse di stoffa, se da un lato offre tanta scelta all’acquirente, rischia di ridurre il valore delle tue illustrazioni, perché per alcuni tipi di prodotti, non importa se di qualità, il valore percepito sarà sempre basso: se stampi su una borsa di cotone, devi essere  consapevole che quella sarà sempre una borsa per fare la spesa e di conseguenza il valore complessivo dell’oggetto non nobiliterà la tua illustrazione, né potrai venderla a cifre stratosferiche.

Il gadget è visto come un “regalino” dato che oramai tante aziende li usano come materiale promozionale, quindi secondo me dovresti attenzione a due cose: 1. non crearne troppi, altrimenti l’effetto è che il tuo brand è un brand di “gadget” e non di illustrazione 2. comunicare bene il loro valore intrinseco, che deve risiedere di più nell’illustrazione che nel prodotto in sé.

Prodotti inusuali

Come ti dicevo all’inizio di questa guida, oggi le opportunità sono davvero tante, in particolare la disponibilità di stampa on demand a costi bassi, permette con investimenti piccoli di avere un vasto assortimento di prodotti.
Oltre ai soliti quaderni, cartoline, blocchi appunti, tazze, ci sono tanti illustratori che usano le illustrazioni per creare dei pattern per stoffa, per creare prodotti finiti completamente originali oppure per metterli in vendita su apposite piattaforme, così che altri possano stampare delle stoffe con quei pattern.

Altri prodotti inusuali ma che hanno fatto e stanno facendo furore sono i libri da colorare, da vendere in formato cartaceo o anche in formato digitale, per eliminare ulteriormente i costi.

File digitali

Un’altra opzione che hai, è di vendere i file digitali delle tue illustrazioni, sia come prodotti finiti (es. da stampare e appendere) sia come materiale che altri possono usare per creare prodotti finiti (es. da usare in materiale promozionale).

Esempio:

Elisabetta Stoinich ha puntato sugli schemi da ricamo tratti dalle sue illustrazioni e sui disegni da colorare, entrambi in formato digitale. In questo modo, una volta caricati i file, non deve fare altro e può dedicare il suo tempo ai lavori su commissione.

Prezzi

Ci sono tante formule per calcolare i prezzi, ho cercato online e ho fatto una sintesi, creando tre formule, una per i pezzi riproducibili (es. stampe, cartoline, ecc.), una per i pezzi unici (es. gli originali delle tue illustrazioni) e una per il costo orario da applicare per i lavori su commissione (es. per i lavori con case editrici, agenzie, riviste).

Ci sono alcuni fattori di cui dovresti tenere conto nel calcolo del prezzo, fattori su cui ti invito a riflettere prima di affrontare le formule:

  • Reputazione e esperienza: sono due fattori che crescono nel tempo, il primo dovrebbe essere direttamente proporzionale al secondo: più hai esperienza e più la tua reputazione dovrebbe crescere e consolidarsi, grazie al fatto che gli addetti ai lavori e i tuoi clienti parlano bene di te. Grazie all’esperienza la tua tecnica sarà migliore, sarai più veloce e abile nel gestire i lavori e gli imprevisti, sarai più veloce nella realizzazione delle illustrazioni, riuscirai (o dovresti riuscire) ad avere uno stile più definito e distinto, e tutto questo valore aggiunto dovrebbe essere riflesso nel prezzo che farai.
  • Scadenze: (per i lavori su commissione) quanto tempo hai per realizzare il lavoro? Se la richiesta è urgente il prezzo dovrà essere più alto, perché dovrai realizzare tutto in tempi più brevi di quanto impiegheresti normalmente, il che vuol dire lavorare fuori orario e/o nel weekend. Fatti pagare gli straordinari!
  • Complessità del lavoro e ricerca: quanto è complesso il lavoro? Quante prove dovrai fare? Quanta ricerca è necessaria? Non contare solo le ore che impiegherai a realizzare l’illustrazione, ma anche tutte le attività di contorno connesse con il lavoro.
  • Differenze geografiche e costo della vita: per quale mercato stai creando? Se ti rivolgi al mercato italiano, sia se vuoi vendere i tuoi prodotti o illustrare libri, dovresti essere consapevole che sia le persone che le aziende sono disposte a pagare di meno, rispetto ad altri mercati. Allo stesso modo, se ti viene richiesto un preventivo da un’azienda americana, sappi che puoi applicare prezzi più alti, perché quel mercato viaggia su altre cifre rispetto a quello italiano. Anche il costo della vita di dove vivi tu incide sui prezzi che fai: se vivi a Milano non puoi fare gli stessi prezzi di chi vive a Bari, perché il costo della vita è ben diverso, non puoi sopravvivere con le stesse cifre.
  • Tecnica o qualità unica di espressione: l’illustrazione è a matita o è in digitale? Usi tecniche particolari? Il supporto e la tecnica si riflettono sul prezzo sia perché alcune tecniche richiedono più tempo, sia perché il risultato finale può essere più a rischio e richiedono molta maestria per evitare pasticci.

Uso dell’illustrazione finale e diritti d’uso: come verrà utilizzata l’illustrazione? Solo web, stampata, in quante copie? Ci faranno un cartellone gigantesco o finirà su un sito misconosciuto? Le case editrici di solito hanno dei contratti standard ma nel caso di altre situazioni (piccole realtà, vendita di file digitali o prodotti) dovresti sempre tenere presente questi fattori e, quando è il caso, scrivere per quale utilizzo sta pagando chi compie l’acquisto. In particolare, nel caso di vendita di prodotti stampati, meglio specificare che l’acquisto del prodotto non comporta nessun diritto d’uso né il trasferimento del diritto d’autore: dovrebbe essere scontato ma c’è molta ignoranza in materia.

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