Scegliere il nome del brand, la mia storia e alcuni consigli

Oggi ti racconto la storia di come ho scelto il nome del mio negozio Etsy e del perché scegliere il nome sia un passo importantissimo. Questa è un’email lunghina, spero rimarrai con me fino alla fine!
Nell’ormai lontanissimo 2010, quando aprii il mio negozio su Etsy, la scelta del nome era una cosa seria, perché non si poteva cambiare. Nonostante ciò, non era seria come ora, perché a quel tempo non si parlava di brand o di fare branding, era tutto un po’ così, come dire, a casaccio.
Io non avevo la più pallida idea di come gestire un negozio online o creare un brand, aprivo il negozio un po’ per disperazione, un po’ su spinta di una mia amica che pensava fosse una buona idea (le sono immensamente debitrice!).
Per fortuna lei era già pratica e mi “battezzò” con un bel nome, adatto a quello che facevo: Ethereal Flowers, perché facevo queste cose qui:
A quel tempo, la maggior parte dei negozi esibiva dei nomi che erano in realtà “nickname”, ovvero i nomignoli che ci si dava online per chattare, trasportati dalle chat tipo IRC o MSN all’attività online.
I social non erano così sviluppati e l’autenticità non era ancora di moda, non c’era la necessità di esporsi con nome, cognome e foto e, di base, si andava avanti per tentativi, come chi ha iniziato a quel tempo può testimoniare.
Tutti quelli che conoscevo avevano nomi scelti più o meno a casaccio, senza un ragionamento dietro; quasi tutti, nel tempo, me compresa, si sono ritrovati di fronte al quesito esistenziale:
cambiare o non cambiare il nome del negozio per usarne uno più adatto ad esprimere il mio brand?
Chi iniziava a ingranare, a un certo punto si rendeva conto che un cambiamento era necessario, che “i gioielli di Ciccetta” o “il mondo di Puzzolina” o “gli accessori fatati di Gigetta” oppure “PamBijoux” o “Lory72” non erano nomi accettabili per farsi prendere sul serio da negozi, riviste, giornalisti; per fare “il grande salto” bisognava ricalibrarsi un attimo.
Nel frattempo si iniziava anche qui in Italia a parlare di branding,  ci si era evoluti e si vendevano creazioni diverse da quelle degli inizi, frutto di ricerca e sperimentazione sul campo, nonché evoluzione personale e del brand.
Io, per esempio, ho iniziato creando fiori fatti a mano da vendere come materiale, poi sono passata agli accessori da donna (vedi foto di prima), per finire a fare accessori da uomo.
Ethereal Flowers non era più un nome adatto al mio brand e, anche se nel frattempo Etsy offriva l’opzione di cambiare nome, il mio negozio era già ben avviato e avevo paura di perdere parte del traffico, che mi arrivava dai motori di ricerca. Ho lasciato quindi il nome così ma mi promuovevo come EF accessories, che è un nome che dice davvero poco, oltre a essere generico.
Ancora oggi rimpiango di non aver cambiato nome quando ho iniziato ad avere dubbi, perché chissà che strade avrebbe potuto prendere il mio brand?
Tutto questo per dire: il nome del tuo brand è super importante, è un po’ l’insegna luminosa che dice al mondo se la tua attività è degna di attenzione o meno, se i tuo prodotti e il tuo mondo è quello che i tuoi potenziali clienti stanno cercando o meno.
Se vuoi crescere e fare di questa attività creativa un lavoro, ti invito a riflettere e, nel caso, a cambiare il nome al più presto, prima che sia troppo tardi! Non fare il mio errore, cambia quando sei agli inizi, quando nessuno se ne accorgerà.
Sicuramente scegliere il nome non è facile, di seguito alcuni consigli:
  • Cerca su Google prima di adottare il nome definitivamente, se ci sono attività simili alla tua scartalo, non vuoi creare confusione! Pensa se qualcuno, cercando te, finisca da un altro brand che fa cose simili alle tue;
  • Scarta i nomi didascalici perché molto spesso sono simili ad altri, inoltre ti costringono in un settore da cui in futuro potresti voler uscire, es. Gioielli & borsette > e se smetti di fare le borse? E se smetti di fare i gioielli?, oppure, 123 Bijoux > e se ti evolvi e dalla bigiotteria passi ai gioielli?.
  • Non usare termini stra-usati e / o cheap, come per esempio: bijoux, handmade, unici, creazioni, ecc. Se un termine è usato da tante persone, evitalo, perché non aiuta a distinguerti!
  • Valuta bene la lingua, cerca di guardare al futuro, sei sicura che vuoi vendere solo in Italia? Se vuoi vendere all’estero il nome non dovrebbe essere troppo complicato, non deve essere necessariamente in inglese ma almeno che non sia una roba con 18 doppie e 212 R o gn o gl!
  • Esprimi col nome del brand un mondo, un’atmosfera, un’ideale, cerca di evocare sensazioni positive e non negative, in questo modo sarà la prima arma per attirare il tuo target.
Come va col tuo nome? Come lo hai scelto? Pensi di cambiarlo?
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